Dott.ssa
Chiara Di Pietro

Che cos’è l’amniocentesi

L'amniocentesi è un esame di diagnosi prenatale che si esegue in gravidanza tra la 16° e la 18° settimana.

Si effettua introducendo un ago nella pancia della mamma sotto guida ecografica, fino a raggiungere l’utero e il liquido amniotico al suo interno. Questo è il motivo per cui viene considerato un esame diagnostico INVASIVO. E’ gravata da un rischio di aborto dello 0,5/1%, determinato dall’esecuzione dell’esame stesso.

E spesso le mamme sono spaventate all’idea di eseguirlo, ma non è assolutamente un esame doloroso.

L’esame si esegue in regime ambulatoriale, dura pochi minuti e non richiede alcun tipo di anestesia. Al termine dell’esame la paziente viene tenuta sotto osservazione per qualche minuto e poi inviata a domicilio dove dovrà stare a riposo per le 24 ore successive.

L’ago serve per aspirate un po' di liquido amniotico (consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico che fisiologicamente circonda e protegge il bimbo all’interno dell'utero). Il materiale prelevato viene inviato poi in laboratorio per lo studio cromosomico. Serve per valutare la presenza di anomalie cromosomiche (le sindromi principali indagate sono la S. di Down, la S. di Patau e la S. di Edwards).

Può valutare anche la presenza di patologie quali la fibrosi cistica, la talassemia o la distrofia muscolare.

La sua attendibilità è del 99%. E’ inoltre di aiuto in caso di positività a malattie infettive in gravidanza. E’ un esame consigliato:

  • a tutte le donne che hanno ricevuto un risultato positivo all’ultrascreen (o bi test),
  • alle donne con un’età superiore di 35 anni,
  • alle donne con un pregresso bimbo con malattie cromosomiche o difetti del tubo neurale (es. spina bifida)
  • alle donne con storia familiare di malattie genetiche
  • in caso di immagini sospette ecografiche specifiche.

Parlatene con il vostro ginecologo di fiducia e scegliete l’indagine più adatta a voi!